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Il paesaggio oltre la crisi

Il paesaggio oltre la crisi

Il 31 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Vltašska 34, Praga 1) è stata aperta al pubblico la mostra di Manuel Bonfanti, intitolata “Il paesaggio oltre la crisi”. L’iniziativa - patrocinata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla onlus Assis - è promossa dall’Italian Business Center di Praga. Il catalogo, edito da Progetto RC, contiene un testo critico di Ivan Quaroni. Attraverso una cinquantina di opere, prevalentemente di medie e grandi...

Il vino, oro liquido della Moravia / Wine, golden liquid from Moravia

Il vino, oro liquido della Moravia / Wine, golden liquid from Moravia

Il nostro viaggio enologico attraverso la Repubblica Ceca ci porta oggi nella cantina di Josef Valihrach una vera eccellenza della produzione vinicola

Un famoso scrittore italiano, Mario Soldati, disse una volta che il vino è la poesia della terra. Visitando la Moravia, non possiamo che rendercene conto.  Tutto il mondo conosce le bellezza architettoniche di Praga, le acque di Karlovy Vary, la birra di  Plzen, ma solo chi si reca nella dolce Moravia ha modo di apprezzare le antiche tradizioni enologiche di questo Paese.
Iniziamo dal terroir: la Moravia presenta un equilibrio mirabile tra paesini raccolti sulle colline, vigneti, frutteti ed in genere una verdeggiante natura composta da boschi, fiumi e laghetti. E’ fantastico, in una giornata di sole, guidare piano e gustare la bellezza di questo paesaggio.
Si deve sapere che qui le tradizioni vinicole risalgono a tempi antichissimi. Furono i Romani, nel III sec. d.C., in questo avamposto dell’impero, a impiantare i primi vigneti attorno ai loro bivacchi.
Anche gli ordini monastici, ed i potentati del tempo, a partire dal basso medioevo  compirono con infinita pazienza un’opera di cui godiamo ancora oggi i frutti.
Nel 1989, con la caduta del regime, anche i viticoltori compiono una sorta di rivoluzione tra i loro filari, privatizzandoli e dando vita a una progressiva modernizzazione delle aziende.
La Moravia possiede il 94% dei terreni vitati della Repubblica Ceca (circa 18 mila ettari) e la produzione annua si aggira su circa 800 mila ettolitri. La predominanza netta è dei vini bianchi, in maggioranza fermi ma con interessanti presenze sia negli spumanti che nei vini da dessert (il vino del ghiaccio). 
L’arte di produrre il vino in Moravia si ispira a un modello del tutto francese: quasi tutte le aziende sono a conduzione familiare e questo risulta in innumerevoli, piccole, interessanti differenze di profumi e di gusti.
Le uve maggiormente coltivate sono lo Chardonnay, il Riesling, il Pinot Gris, il Sauvignon Blanc, il  Muller Thurgau, giusto per citare quelle destinate alla vinificazione in bianco. Ma troviamo anche il Rulandske modre, il Frankovka, il Cabernet.  
La predominanza delle uve aromatiche e l’elevata esperienza nella loro coltivazione e lavorazione porta ad ottenere vini con una importante complessità olfattiva ed una lunghezza a volte sorprendente.

Cantina Valihrach, signori enonauti allacciate le cinture
Per questa prima tappa in Morava abbiamo scelto  di raccontarvi una sola azienda, quella di proprietà di Josef Valihrach, un produttore che nella sua carriera ha collezionato più medaglie di Michael Phelps alle Olimpiadi.
La cantina si trova a Kašnice, un villaggio di 230 abitanti, circa 40 km a sud est di Brno, in direzione Hodonin. La percorrenza della 380, la strada che ci porta a destinazione, è resa piacevole da uno scenario naturale di vigneti, frutteti e campi fertili. 
Le poche case costeggiano la via principale come un ideale abbraccio. Al numero 52 della strada troviamo l’enoteca di Josef Valihrach. A fare gli onori di casa ci attende Josef Valihrach junior, il figlio del titolare, il quale ci dà subito una prova della ospitalità morava, offrendoci un distillato di frutta chiamato “mandlovice”. Si tratta di una loro produzione che non troviamo in vendita e che assaggiamo quasi intimoriti dato l’orario mattutino e la gradazione prossima ai 40°. Rimaniamo però  sorpresi dal gusto di albicocca che il distillato diffonde nei nostri palati.
L’ambiente è accogliente, con tavoli e sedie che hanno chiaramente l’abitudine di ricevere grandi e festose compagnie, con un bancone ligneo per la mescita  e con uno scaffale dove troneggiano non solo i vini, ma soprattutto i tanti premi che la cantina ha conseguito. Targhe, medaglie e coppe mostrati con comprensibile orgoglio. Si va dai primi attestati ottenuti in concorsi a carattere locale, ai trofei che ricordano il titolo di Viticoltore dell’anno in Repubblica ceca /(2009 e 2010), sino alla  consacrazione internazionale, fra cui l’oro al Concours International des Vins di Lyon, l’argento al Chardonnay of the World, i tre ori al Concours mondial de Bruxelles.
“La grande soddisfazione è di essere presi sul serio a livello internazionale, soprattutto in Francia dove eravamo abituati a essere visti con una certa sufficienza” ci racconta il giovane Josef. 
La Vinařství Josef Valihrach è stata una delle prime aziende vinicole private ad essere fondate dopo il 1989. Dei circa 17 ettari di vigneti, la predominanza è dei bianchi, che nel 95% dei casi vengono imbottigliati in purezza.
La scelta gourmant è di accostare ai vini presenti alcune specialità francesi, alle quali è impossibile resistere. Ottime le terrine al paté di cinghiale, di oca, di anatra ed altre prelibatezze.
L’abbinamento dei vini ai gusti francesi ci riporta a un’altra tappa della storia enologica della Moravia. Nel 1769 Maria Teresa d’Austria, durante la sua imponente riforma agraria, invitò a stabilirsi qui 45 famiglie di vignaioli cisalpini, perché esercitassero e diffondessero l’arte della viticoltura e della vinificazione. E francesi erano anche quei soldati che nel 1805, all’indomani della battaglia di Austerlitz (Slavkov u Brna), forse ancora ebbri per la vittoria napoleonica, decisero di stabilirsi in questa zona.
Abbiamo assaggiato 15 bottiglie e dobbiamo dirlo: i Valihrach sono davvero bravi. L’ampiezza e la profondità di profumi primari, anche nei vini con passaggi notevoli in barrique, è figlio di una scelta che sposiamo in pieno, vale a dire la volontà di produrre vini bianchi in grado di durare nelle nostre cantine per diversi anni e sempre in grado di restituirci una notevole freschezza. Con le note di fiori chiari e frutta a polpa bianca che la fanno da padrone. Veramente interessante anche il rapporto qualità/prezzo, che consente di mettere sulle nostre tavole un vino di valore medio alto, a costi decisamente buoni.
Non ci resta che fare i complimenti ai Valihrach e congedandoci vi anticipiamo che la nostra prossima tappa sarà ancora in Moravia, nella cittadina di Valtice, raccontandovi della sua storia enologica e della sua importante fiera annuale del Vino
A presto quindi e salute!

-di Alberto & Walter Fusar Poli-

 

 Our oenological journey through the Czech Republic today brings us to the cellar of Josef Valihrach, a truly excellent example of wine producting.

A famous Italian writer Mario Soldati once said that wine is the poetry of the earth. When visiting Moravia one can't help but notice. The whole world knows about the architectural beauty of Prague, the springs of Karlovy Vary and the beer of Plzen, but only he who has set foot in Sweet Moravia is able to appreciate the old oenological traditions of the region.
Let's start with the terroir: Moravia features a wonderful variety of villages gathered together on the hills, wineyards, orchards and generally green nature consisting of woods, rivers and ponds. It is fantastic, on a sunny day, to drive slowly and admire the beauty of the countryside.
It must be mentioned that the wine-producing traditions here date back to ancient times. It was the Romans in the Third century AD, who planted the first wineyards of the empire, around the camps in this outpost.
Even the monastic orders and the potentates of the time, starting from the Middle Ages carried out work with infinite patience of which we are still enjoying the results today.
In 1989 with the fall of the regime, even the winemakers led a kind of revolution in the rows of vines, privatising them and giving life to a progressive modernization of the companies.
Moravia possesses 94% of the vineyard territory of the Czech Republic (about 18 thousand hectares) and the annual production is around 800,000 hectolitres. The clear predominance is of white wines, the majority of which are still, but with an interesting presence of both sparkiling wines and dessert wines.
The art of producing wine in Moravia is inspired by a totally French model, and almost all of the companies are family-owned resulting in countless small, interesting differences in aromas and tastes.
The grapes picked the most are Chardonnay, Riesling, Pinot Gris, Sauvignon Blanc, Muller Thurgau to just name those which will be used for white wine production. However, we can also find Rulandske modre, Frankovka, and Cabernet.  
The predominance of aromatic grapes and the high level of experience in their cultivation and production process lead them to making wines with a notable overall olfactory quality and a sometimes surprising duration.

Cantina Valihrach, wine connoisseurs fasten your seatbelts
For the first stage in Moravia we have chosen to tell you about one company, the one which belongs to Josef Valihrach, a producer who in his career collected more medals than Michael Phelps at the Olympics.
The cellar is located in Kašnice, a village of 230 inhabitants, about 40 km south-east of Brno, in the Hodonin direction. The distance covered is 380, the route taking us to the destination is made pleasant by the natural scenery of vineyards, orchards and fertile fields.
The few houses run along the main road providing an ideal embrace. At number 52 we find the the wine shop of Josef Valirach. Giving us the house welcome was Josef Valihrach Junior, the son of the owner, who immediately gave us a taste of Moravian hospitality offering us a distillation of fruit called “mandlovice”. It is a product of theirs that we cannot find for sale and we try it almost in fear given the time in the morning and the percentage volume of almost 40%. We are however surprised by the taste of apricot which the distillate spreads through our palates.
The environment is welcoming, with tables and chairs which are clearly in the habit of receiving great, merry company, with a wooden bar for the wine shop and a shelf dominated not only by wines, but by the numerous awards that the cellar has won. Plates. medals and cups displayed with understandable pride. They range from the early certifcates obtained in local competitions to trophies carrying the title of Wine producer of the year in the Czech Republic (2009/2010), and those which established them internationally including the gold at the Concours International des Vins di Lyon, silver at the Chardonnay of the World and the three golds at the Concours mondial de Bruxelles.
“The greatest satisfaction is to be taken seriously at international level, especially in France where we were used to being seen with a certain smugness” the young Josef tells us. 
The Vinařství Josef Valihrach was one of the first private wine companies to be founded after 1989. The 17 hecatares of vineyeards are predominantly white, which in 95% of cases are bottled using a single grape.
The gastronomical choice is to accompany the wines present with some French specialities which are impossible to resist. The terrine pâté of wild boar, goose, duck and other delicacies are excellent.
The pairing of the wines with French flavours brings us back to another stage in Moravian oenological history. In 1769 Maria Teresa of Austria, during her stately agrarian reforms, invited 45 families of cisalpine vine-dressers to stay over so that they could practise and spread the art of wine growing and producing. The soldiers, also French, the day after the battle of Austerlitz (Slavkov u Brna) in 1805, perhaps still inebriated after the napoleonic victory, decided to settle here.
We have tried 15 bottles and we have to say it. The Valihrachs are genuinely good. The range and richness of the primary aromas, but also in the wines with notable changes in barrique, is the product of a choice which we fully agree in, the will to produce white wines capable of lasting in our cellars for many years and always being able to restore a noteable freshness. With the clear flowers and white pulp fruit which make it stand out. The quality/price relationship is also genuinely interesting, and allow us to put an average to high value wine on our tables at costs which are decidedly rather good.
We can only pay our compliments to the Valihrachs then, and while leaving we expect our next stage to still be in Moravia, in the city of Valtice, telling you of it's oenological history and it's important annual wine sale.
Good bye then and cheers!

-by Alberto & Walter Fusar Poli-